Questa rivista

di Luca Rossomando

La rivista che avete tra le mani rientra nelle attività editoriali di Napoli Monitor, un tempo mensile cartaceo di inchieste e reportage, ora sito d’informazione e casa editrice di libri e d’altro. La continuità è palese nella testata, che riprende il titolo di un libro collettivo pubblicato nel 2016, Lo stato della città, ricognizione dell’area metropolitana di Napoli sotto molteplici punti di vista, che ha coinvolto decine di autori ed è confluita, ora che il libro è esaurito, in un sito apposito, con l’obiettivo di renderne disponibili i materiali, ma soprattutto di allargare lo spettro dei temi e degli autori coinvolti, dando vita a ulteriori iniziative.

Quel libro era nato per creare un terreno intermedio, adatto all’incontro tra soggetti diversi, studiosi e giornalisti, educatori e artisti, ricercatori e professionisti, in cui gli approcci specialistici potessero sciogliersi in forme nuove, non solo dal punto di vista testuale, generando uno scambio più assiduo e concrete forme d’intervento nella società. Non sempre siamo riusciti in questo intento, ma la rivista che abbiamo in mente è un modo di perseverare, e allo stesso tempo di aggiornare il progetto.

La testata declina al plurale il titolo del libro, innanzitutto per proiettare quel progetto su una scala più ampia. La scelta di una rivista cartacea non asseconda solo il nostro piacere per l’oggetto, o l’esigenza di valorizzare il disegno e la grafica, né obbedisce unicamente al gusto di andare controcorrente nell’epoca del digitale, ma risponde a una precisa funzionalità, quella di avere a disposizione un tramite concreto, immediatamente identificabile, che agevoli l’incontro con le persone in carne e ossa, in luoghi e situazioni anche molto distanti dal nostro punto d’irradiazione, localizzato, per essere precisi, in uno scantinato dei Quartieri Spagnoli.

Gran parte di questo numero pilota è stato fabbricato lì, nella redazione di Napoli Monitor; anche per questo la proporzione degli articoli denuncia una prevalenza dell’ambito napoletano. La stessa redazione però è formata anche da persone dislocate altrove, a Roma, a Torino, a Milano. La nostra intenzione è di ribaltare queste proporzioni, di conoscere lo stato di tutte le città. Il numero zero sarà quindi anche il pretesto per girare l’Italia, per rinsaldare rapporti preesistenti e stringerne di nuovi, ampliando i nostri punti di riferimento sul territorio nazionale.

Le forme che intendiamo privilegiare sono quelle che ci caratterizzano da sempre, il reportage, il disegno, l’intervista, l’inchiesta, a cui vorremmo affiancare una maggiore attenzione verso l’analisi e l’elaborazione teorica. È un terreno su cui ci sentiamo sufficientemente saldi, fiduciosi di fornire un contributo utile. Ma c’è un orizzonte ulteriore, che molti di noi praticano abitualmente facendo politica di base o intervento sociale, che vorremmo stavolta collegare al lavoro della rivista in modo programmatico, attraverso un rapporto più stretto, di influenza reciproca, tra il lavoro d’indagine e le realtà che esso intende descrivere e analizzare. Vogliamo valorizzare e rafforzare i punti di vista critici e di opposizione, ma senza tacere le contraddizioni e le impasse che spesso indeboliscono i movimenti. I nostri punti di partenza restano la ricerca sul campo e l’intervento diretto nelle realtà sociali. Questo piccolo strumento lo useremo in tale direzione, e speriamo che in tanti vogliano servirsene.